Copia di Dayme Press Shot 22

Dayme Arocena: «Nina Simone è la mia regina»

Published On 8 aprile 2016 | By redazione | Musical Box, News

Dayme Arocena è una giovane cantante cubana che incarna perfettamente il tempo ed il luogo dal quale proviene. La sua è musica cubana interpretata amando i grandi del jazz statunitense (Nina Simone su tutti) e contaminata dalla tipica ricerca britannica dell’innovazione. Non a caso la sua etichetta – Brownswood –  è inglese, di Londra, ed è di proprietà di Gilles Peterson.

La situazione geopolitica  Cuba / Stati Uniti alla quale tutto il mondo guarda con grande curiosità, per Dayme è una semplice formalità:  Cuba in qualche modo è da sempre molto legata al discorso dell’immigrazione – sull’isola ci sono davvero tante etnie, siamo in mezzo al Mondo, barche provenienti da ogni parte del pianeta prima o poi nella storia si sono fermate a Cuba: gli abbiamo dato qualcosa, si sono presi qualcosa” 

Dayme è una artista che seguo da sempre, perché sin da subito mi ha affascinato la sua capacità di sintesi. Tradizione, innovazione, preparazione, ricerca, qualità e sincerità.  Questi sono elementi dificili da far convergere in un unico artista, difficile ma non impossibile, e quando accade spetta a noi evidenziare il momento. A proposito di momenti, Dayme Arocena sta arrivando in Italia [14 Aprile – Roma, Monk Club, 15 Aprile – Milano Biko].
In una di queste date registrerà un contenuto esclusivo per voi ascoltatori di Musical Box, sarà una bella perla. Intanto eccovi un modo per conoscerla meglio, una breve intervista che Matteo Strada della nostra redazione ha realizzato con questa giovane promessa della musica cubana, anzi della musica.
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Ti va di farmi un piccolo riassunto su di te? come in un giro di presentazioni tra persone che non si conoscono: chi sei , da dove vieni, che fai nella vita, cose di questo tipo…
Proverò ad essere molto sintetica: mi chiamo Dayme Arocena, e provo a cantare il jazz  jajajajaja
Come hai iniziato a cantare?
Sai che non me lo ricordo davvero? Non riesco a ricordarmi della mia vita senza il canto, questo posso dirtelo…
Quindi non ti ricorderai quand’è stata la prima volta che hai pensato: “ok , nella vita posso fare la cantante per lavoro”
 Non credo di aver mai fatto questo tipo di ragionamento, non mi sono posta la domanda perché non ho mai fatto nient’altro che cantare: è tutto quello che so fare.
E se non avessi fatto la cantante, in che panni ti saresti vista?
In questa vita… non c’è davvero nient’altro che vorrei fare. Magari in una prossima vita, se mi trovassi senza saper cantare, chissà…. ma in questa vita, non c’è altro per me.
Hai 24 anni e hai già duettato con molti mostri sacri: Wynton Marsalis, Roy Ayers, Ed Motta. è un bell’inizio direi! Se dovessi fantasticare adesso, con chi vorresti lavorare? Per esempio, il tuo duetto dei sogni qual è?
Non ho dubbi, Nina Simone! Lei è la mia regina
Ho sentito molte persone parlare di te in modo piuttosto convinto come il nuovo volto della musica cubana. è un’etichetta che ti piace? oppure ti fa sentire limitata, confinata in una regione del mondo? 
 Mah , sai.. c’è gente che dice questo genere di cose, è il loro lavoro probabilmente: io faccio solo musica. Se questo mi fa rappresentare la mia terra nel mondo , se le persone dicono questo di me… credo sia meraviglioso, perché Cuba è parte del mondo!
Frontiere aperte: le grandi multinazionali americane hanno già messo i piedi sull’isola. più di cento voli diretti entreranno e usciranno dall’isola in poco tempo. questo significa turismo di massa, giganteschi hotel, appartamenti per le vacanze… e non soltanto a L’Avana, ma in tutta l’isola fino a Santiago. Che idea ti sei fatta di questo? 
 Vedi, Cuba in qualche modo è da sempre molto legata al discorso dell’immigrazione – sull’isola ci sono davvero tante etnie, siamo in mezzo al Mondo, barche provenienti da ogni parte del pianeta prima o poi nella storia si sono fermate a Cuba: gli abbiamo dato qualcosa, si sono presi qualcosa. E’ uno scambio. Quindi avere così tante persone che fanno dentro e fuori dall’isola è un po’ come tornare alle origini di questa terra. Io ad esempio sono cubana, e sono parecchio nera : ) ma a Cuba puoi trovare persone davvero bianche , o gialle … ma siamo tutti cubani. Credo sia una gran bella cosa, quindi grazie Obama!
Come influirà secondo te questo sulle “frontiere musicali”? non parlo di un impatto immediato, ma piuttosto di qualcosa a lungo termine: credi che farà bene alla musica dell’isola?
Credo proprio che sarà un bene per l’industria musicale cubana, che in questo momento praticamente non esiste. Abbiamo così tanto talento, davvero, perciò c’è bisogno di qualcuno che sappia produrre queste cose, per mostrare al mondo cosa siamo capaci di fare. Tutto quello che abbiamo spesso è un cuore per creare, per suonare. E abbiamo bisogno che la gente lo veda.
Già che ci siamo, ci consigli qualche disco cubano col quale sei cresciuta? 
Los Van Van – Llegó …Van Van
Chucho Valdez & Irakere : qualsiasi canzone ho ascoltato, mi piace.
Marta Valdes – Doce Boleros Míos
Bola de Nieve
E qualcosa dal resto del tuo mondo? 
Nina Simone – The Very Best Of
Amy Winehouse – Back to Black
Sting & The Police – The Very Best Of
Maria Rita – Maria Rita
A proposito di dischi: il 6 maggio esce “One Takes”, che è un tuo EP.  Sei brani, tutte cover. Sono pezzi che conoscevi già o è stata la tua prima volta?
Per essere onesta ti dico che non conoscevo nessuno di questi sei pezzi! Ci ho lavorato in studio con Gilles Peterson e Simbad, sono stata davvero felice di sperimentare con questa roba che piaceva un sacco a loro….

Sempre a proposito di cover: nel tuo esordio per Brownswood  c’era un’interpretazione di  “Cry me a River”… poi in giro ho letto che il tuo esordio televisivo è stato con i Beatles –  Let it Be – a 14 anni. Andiamo ancora indietro: ti ricordi qual è stata la prima canzone che hai cantato davanti a un pubblico, la prima che ti sei preparata a interpretare? 
Non riesco a ricordarmi esattamente la canzone, è stato tanto tempo fa 😀 . Ma avevo 5 anni , era una gara di canto tra bambini, si vinceva un giocattolo, ed io cantai un brano di Selena Perez, la cantante messicana. Mi ricordo solo che era una canzone molto molto soul…
ll nuovo EP dicevamo,  è quasi tutto registrato in studio session,  con Simbad e chiaramente con Gilles Peterson: ci racconti il tuo rapporto con lui, com’è iniziato? 
Gilles è il mio papà britannico! L’ho incontrato molto tempo fa, ma abbiamo iniziato a lavorare insieme solo 2 anni fa. Lui ha iniziato a credere in me, a fidarsi, e quando qualcuno crede in te.. beh, è una gran cosa. Conosco solo un altra persona che mi fa sentire così, ed è mio padre. Con Gilles mi sento come con lui: crederà in me qualsiasi cosa accadrà, ovunque mi porterà il mio percorso.
Tra poco sarai in Italia per 2 concerti, a Roma e a Milano: ci sei già stata? Come te le aspetti queste due città ?
 … mai stata in Italia prima, ma ho due cugini lì! Sento che Roma è una città piena di cultura, ma non so altro. Però ho incontrato alcuni importanti compositori italiani durante i miei studi musicali: Vivaldi, Monteverdi…
Una prima cosa di Milano te la dico io:  è la nostra capitale della moda. A proposito di questo, fin dalle prime volte mi è piaciuta molto la tua estetica, il tuo modo di comunicare col corpo, tutto in un modo molto semplice. Perciò volevo chiederti se t’interessa il business della moda e se secondo te c’è un legame tra questo e la musica…
Wow! La moda è molto suggestiva per me. Credo si possa essere fashion con i movimenti e con un certo modo di viversi la vita: si può essere alla moda senza aver bisogno di vestiti. Non ne so molto di questo business, ma secondo me è importante trovare la propria strada, il proprio look, senza far prendere il controllo di se stessi alla moda… Mi piacerebbe molto lavorare con loro, ma per me è fondamentale che non provino a controllarmi, a dirmi come sembrare!

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