ph. Delfino Sisto Legnani

Killasan, il soundsystem leggenda a Roma per lo showcase di Terraforma

Published On 24 aprile 2017 | By redazione | Musical Box, News

“I bassi, nitidi e pesanti si potevano sentire anche sui fianchi”.

Così Nahoji Khira, aka K-Boss, di ritorno da un viaggio illuminante in Giamaica a metà degli anni 80. Nel suo caso, la luce arriva dal suono: quello dei sound system autocostruiti, che sono la spina dorsale della musica di quell’isola, l’elemento caratterizzante di ogni festa, di ogni dancehall che si rispetti. Non c’è musica senza un’impianto autocostruito. Le casse sono la vera identità, ancor prima del dj. Prima pure dei suoi dischi.  Questa cosa K-Boss la capisce al volo. Talmente bene che  torna a casa e fonda un movimento. Sarà lui a divulgare quella cultura in Giappone.

E nel frattempo si mette a disegnare, a progettare il suo impianto. Sarà perfetto, rispetterà la tradizione, renderà giustizia alle basse frequenze: il Killasan Soundsystem sarà un sogno.

ph. Delfino Sisto Legnani

ph. Delfino Sisto Legnani

L’impianto, imponente, è già in piedi dopo poco. Automaticamente, in Giappone non esiste niente di paragonabile al Killasan. Niente di simile.

Qualche tempo dopo Khira lascia l’oriente e si fa un viaggio in Germania. A Berlino conosce quello che diventerà un grande amico, il signor Ernestus Mark, che ha un negozio di musica a Kreuzberg, si chiama chiama ancora Hard Wax. Un disco tira l’altro. Mark e K-Boss parlano. K-Boss tira fuori il Killasan Soundsystem, e Mark per poco non sviene dall’emozione. E’ in quel momento che inizia la migrazione dell’impianto dal Giappone alla Germania, dove tutt’ora è gelosamente custodito. Grazie al Killasan si crea un asse tutta nuova oriente-occidente, Giamaica-Berlino-Detroit. Tutti i più grandi dj del mondo vogliono suonare i loro dischi attraverso quel muro di casse.

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Il 25 aprile nella capitale si alzerà l’asticella degli impianti sonori e – solo per un giorno. Un pugno di dj toccheranno con mano il KIllasan. A Roma, Terraforma ha scelto di organizzare un party – showcase in attesa del classico e consueto festival milanese (23/25 giugno Villa Arconati). 

 

Il maestro Shackleton, lo stesso Mark Ernestus col giamaicano Tikiman (aka Paul St Hilaire), Beatrice Dillon, il nostro Herva, Khalab, Dj Pete. Uno alla volta. 

 

“Adoro – dice Shackleton –  quando si è murati dal suono e non ci sono vie di fuga oltre alla pista da ballo o all’ uscita dalla sala. Quello stato di intensità è il massimo. Un’altra cosa sempre speciale è che non importa se si suona al chiuso o all’aperto, col Killasan le persone che ballano non si rivolgono mai verso il palco” .  Puristi della dancehall, venite qui.

Ex Dogana, viale dello Scalo S. Lorenzo 10, Roma, dalle ore 16.00 alle 02.00, ingresso 15/10 euro

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